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  • 13 novembre 2020

Il Castello Guglielmi nel Lago di Trasimeno

Va all’asta il sogno di Giacinto Guglielmi

Sul finire del ‘700 un tal Felice Guglielmi, un “bifolco” (come lo avrebbe definito il marchese Onofrio Del Grillo) da Legogne, un minuscolo villaggio nei pressi di Norcia, decise di trasferirsi sulla costa laziale a Civitavecchia.

Qui, in maniera scaltra e dando prova di grandi capacità commerciali, iniziò ad accumulare una fortuna.

Poi toccò al figlio Benedetto e quindi, nell’’800, al nipote Giacinto che continuò ad implementare il già cospicuo patrimonio accrescendolo enormemente.

Ma la nobilità romana, pur considerandolo ricchissimo, continuava a non ammetterlo nei suoi salotti e tantomeno lo invitava ai fastosi ricevimenti.

Giacinto, grazie alle sue fortune, riuscì a diventare sindaco di Civitavecchia, senatore del regno e soprattutto ad ottenere il titolo di marchese con tanto di feudo a Vulci.

Completò l’opera sposando una “vera” aristocratica, la marchesa Isabella Berardi.

A questo punto era nobile e ricco, quindi mancava un solo elemento per rendere perfetto l’ambizioso sogno: un castello.

Acquistò un antico convento sull’isola Maggiore del lago Trasimeno (nel comune di Tuoro) e lo fece costruire in stile neogotico.

Il castello passò in seguito ai figli Giorgio, che sposò la duchessa Anna Grazioli Lante della Rovere, e Elena che sposò Maurizio Benincasa Capponi.

I Guglielmi frequentarono il castello fino agli anni ’90.

Poi l’abbandono e il declino.

Negli stessi anni il complesso viene acquistato dalla società Trasimeno che aveva l’ambizioso progetto di trasformare la struttura in un esclusivo resort con tanto di centro benessere, investendo una cifra imponente, ben 45 milioni di euro.

Una operazione che però non ha mai visto la conclusione essendo subentrato il fallimento della società proprietaria.

Ora si va verso l’ennesima asta.

Cercasi proprietario che voglia ripercorrere i fasti dei Guglielmi.